La Pubblicità sul Web ai giorni nostri

Pubblicita' sul Web

Segnaliamo un interessante articolo su come sia evoluta nel corso degli ultimi anni la pubblicità sul web, e di come, questo cambiamento, stia entrando negli atteggiamenti comuni dei Direttori Marketing e dei responsabili alle pianificazioni pubblicitarie delle aziende.
Solo qualche tempo fa avremmo faticato ad immaginare un Market plan che prevedesse in modo – ormai fisso – sostanziale una presenza della comunicazione di ogni impresa sul web, ebbene questo momento è arrivato e la possibilità di trasferire qualche appunto anche su questo argomento non ce la vogliamo lasciar scappare.

Già giorni fa abbiamo letto un articolo interessante che riprendeva la Storia della Stampa prima e il modo in cui un” Agenzia di Comunicazione affrontasse l”argomento dell” immagine visiva e dell”organizzazione di una pianificazione pubblicitaria che riguardasse proprio questo tema.

Oggi facciamo un”altra segnalazione in questo senso, sottolineando gli aspetti che hanno riguardato la pubblicità sul web dal momento della sua nascita – per tutti – e cioè il 1991.

Questi argomenti li conosciamo più o meno tutti, ma andando a ripercorrere gli anni che hanno accompagnato questi cambiamenti ci rendiamo conto di come la sensazione del tempo oggi, sia decisamente meno percepita rispetto al tempo di quando internet non faceva ancora parte della nostra vita.

Banalità o meno abbiamo voluto segnalare questo articolo, che per alcuni, magari chi ancora non è proprio praticissimo ed informato sul mondo del web, potrà risultare utile.

Mauro Panefresco Managing Director di Mitech Agency

mitech

Come nasce il concept di un messaggio pubblicitario?

Penso che questa domanda possa avere migliaia di risposte. Intendo dire che ogni creativo utilizza percorsi diversi per arrivare a un’idea valida, senza tralasciare il fatto però, che alcune linee guida vanno obbligatoriamente rispettate.

Quali sono?

Quando noi ci confrontiamo col nostro cliente cerchiamo di raccogliere più materiale possibile per capire come dovrà svolgersi la ‘composizione’ del messaggio pubblicitario. Tutte le nostre domande sono rivolte ad approfondire sul tipo di azienda con cui ci stiamo confrontando, la localizzazione della stessa, la quota di mercato che occupa, il media da utilizzare, il trend storico (pubblicitariamente parlando), il prodotto o il servizio (nel caso il messaggio sia su prodotto o servizio) il mercato a cui si rivolge e moltissime altre informazioni fondamentali senza le quali sarebbe impossibile tracciare il percorso corretto.

Quando si pensa alla pubblicità però, si immagina un contesto mentale diverso da quello appena descritto, che sembra piuttosto commerciale.

E’ esattamente così. Il pensiero commerciale e quello pubblicitario vanno portati avanti – su due piani diversi – ma assolutamente insieme.
Quelle informazioni che prendiamo dal cliente – ma sono molte di più di quelle sopra descritte – fanno parte della nostra ‘carta del cliente’ che ci aiuta ad avere una base valida per impostare poi l’idea – che è l’unica cosa che può cambiare anche all’ultimo momento – e renderla vincente, oltre che concreta.

Quindi un puzzle che si compone secondo degli schemi ben precisi?

Proprio così. Mentre la parte creativa è imprevedibile da pianificare, tutto il resto viene preparato in modo scientifico e puntuale, secondo degli schemi che abbiamo fatto nostri e secondo dei metodi che sul mercato ci hanno sempre visto vincenti.

Penso che la parte più interessante sia proprio la parte creativa. Lì come siete organizzati?

Questa parte, sarò onesto, è anche la più divertente. Io stesso, che mi occupo principalmente dell’organizzazione del lavoro e dei nostri clienti più importanti, sono spesso fautore della frase che mancava, dell’immagine che si cercava o della scena che era da costruire. Questo a dimostrazione che il ‘brainstorming‘ che viviamo e che viene concepito nella nostra agenzia spazia fra tutte le persone che sono coinvolte nei progetti, e non viene riservato a qualcuno in modo esclusivo.
Il messaggio pubblicitario si compone partendo da un momento, un’immagine, un pensiero, si sviluppa avendo magari già chiaro il finale ma non il corpo centrale, si cambia mille volte oppure resta il primo pensiero, a volte si parte dallo sviluppo del corpo centrale ma non si hanno chiare apertura e chiusura.
Insomma, è veramente per ogni lavoro un lavoro diverso.

Che difficoltà si possono incontrare in un percorso del genere?

Le difficoltà che si possono incontare sono moltissime. Innanzitutto la creatività bisogna avercela, punto primo, e poi la preparazione, i metodi di lavoro, e utilizzare dei percorsi costruiti sul campo sono passaggi non essenziali, ma obbligatori. Il rischio di ritrovarsi in un punto morto, senza avanzare e senza retrocedere, è il terrore di ogni agenzia. Alcuni dei nostri clienti si sono rivolti a noi proprio quando erano in questa fase con un’altra agenzia, e ad essere onesti, nei primi due anni della nostra attività è capitato anche a noi di avere difficoltà in questo senso, l’importante è saper governare la situazione. A volte ripensare il concetto iniziale può essere più semplice che non cercare di ‘forzare’ su un punto che si è rivelato non idoneo.

Allora molte grazie a Mauro Panefresco

Grazie a voi.

Quanto può valere un brand

brand

Quanto vale il brand oggi e come può essere interpretato a livello economico è la domanda più ricorrente che i curiosi si fanno quando si vuole quantificare- economicamente, per l”appunto – un nome o un marchio.
A dire la verità è difficile poter dare una risposta a questa domanda, perchè le variabili che contribuiscono a creare la risposta sono infinite, e comprendono: il tempo da cui il marchio è presente sul mercato, la quota sempre di mercato, la popolarità, gli asset mobili e immobili dell”azienda, oltre che le risorse umane e molti altri ancora.
In alcuni momenti e alcuni studiosi della materia hanno provato, grazie ad alcuni algoritmi “scientifici” a tracciare una linea guida che potesse dare una risposta a questa domanda, il punto, però, è quanto possa considerarsi affidabile.
Anche perchè, e di esempi ce ne sono moltissimi, in questo “conto” che si prova a fare influisce anche il periodo generale del mercato con le sue influenze, ad esempio in questo periodo il valore di tutte le aziende mondiali è decisamente più basso – in molti casi- anche di quello reale.
Un nodo complicato da sciogliersi quindi, su cui punteremo la nostra attenzione più avanti cercando anche di dare delle risposte nel caso sul mercato ci sia qualche illuminato che sappia trovare la vera soluzione… sempre che esista.